8' di lettura

Cosa ha trovato Klaviyo in quasi 100 audit

Nicola Severino

Marketing Automation Expert

graphs of performance analytics on a laptop screen

Per chi legge di corsa

Klaviyo ha pubblicato un'analisi di quasi 100 audit condotti nel 2025: i 5 problemi più frequenti sono welcome flow non differenziato, Extended ID e attribuzione mal configurati, form di iscrizione non testati su mobile, flow ad alta intenzione mancanti (price drop, low inventory), e BIMI sottoutilizzato.

All'inizio di quest'anno Klaviyo ha pubblicato un'analisi basata su quasi 100 audit condotti dal proprio team di strategia digitale nel corso del 2025. L'obiettivo non era raccogliere un elenco generico di consigli, ma identificare i pattern che si ripetono quando si guarda davvero dentro un account: cosa gira, cosa manca, dove il revenue sta silenziosamente sparendo.

Questo articolo riporta quei 5 punti in italiano, aggiungendo il mio punto di vista su ciascuno. Perché alcune cose cambiano quando le si guarda con occhi italiani, su account italiani.


Perché il welcome flow non dovrebbe essere uguale per tutti?

Klaviyo lo indica come la criticità più comune trovata. Brand che mandano la stessa sequenza di welcome a tutti: al nuovo iscritto curioso, all'utente che ha inserito la mail al checkout, e al cliente che ha già ordinato tre volte. Il risultato è che si offrono sconti a chi non ne aveva bisogno, e si inviano messaggi del tipo "ecco perché dovresti fidarti di noi" a chi si è già fidato.

La soluzione proposta è semplice: due percorsi distinti. Chi non ha ancora comprato ha bisogno di rimuovere il dubbio, costruire fiducia e trovare un punto di accesso naturale al catalogo. Chi ha già comprato ha bisogno di conferma che ha fatto bene, aspettative chiare su cosa succede dopo, e un invito al secondo acquisto fatto con criterio, non con uno sconto automatico.

Il mio punto di vista

Il problema è molto diffuso anche in Italia, e si porta dietro una complessità spesso sottovalutata. Chi configura i flow tende a dimenticare due cose: che si può filtrare per source di iscrizione, e che il checkout di Shopify è a tutti gli effetti un punto di ingresso nel database.

Filtrare per "ha fatto almeno un ordine" risolve parte del problema, ma non tutto. Non ci dice se quella persona si è iscritta per usare lo sconto di benvenuto e non l'ha mai utilizzato, oppure se è semplicemente entrata nel database contestualmente a un acquisto senza che ci fosse nessun interesse nel coupon. Sono due profili molto diversi dal punto di vista strategico, e richiedono messaggi diversi.

Qui si aprono strade interpretative sia tecniche che strategiche: vale la pena impostare filtri aggiuntivi sulla source? Ha senso inviare i contatti su liste separate? In ogni caso, trattare tutti allo stesso modo è un errore che si vede quasi ovunque.


Perché Identity e attribuzione vanno controllati prima del copy?

Nell'analisi di Klaviyo questo punto emerge in quasi due terzi degli account. Molti brand saltano direttamente alle ottimizzazioni di copy e timing senza aver verificato che quello che stanno misurando sia affidabile. Il risultato è ottimizzare sull'acqua.

I due problemi più comuni trovati: Extended ID disabilitato o non configurato (la funzione che permette a Klaviyo di identificare più traffico sul sito, alimentando segmentazione e flow con più dati) e finestre di attribuzione che non rispecchiano più come i clienti comprano effettivamente. Attribuzione sbagliata significa confronti tra canali inaffidabili e una visione parziale di cosa genera revenue.

Il mio punto di vista

Credo sia semplicemente ignoranza rispetto agli aggiornamenti introdotti dallo strumento che si usa. E qui si vede subito la differenza tra chi ha accanto qualcuno verticale e aggiornato, e chi ha solo riempito un buco autogestendo il tutto o improvvisandosi "Klaviyo specialist" dopo un corso online.

Klaviyo rilascia funzionalità continuamente. Extended ID è una di quelle che quando è uscita ho trattato subito sul blog, perché l'impatto sulla qualità dei dati è reale e immediato. Non configurarla nel 2026 non è una scelta tecnica: è una lacuna operativa. Vale la pena verificare se il tuo account ce l'ha attiva oggi, prima di fare qualsiasi altro ragionamento sulle performance.

Sullo stesso tema, ho approfondito come impostare correttamente la finestra di attribuzione Klaviyo e cosa cambia nella lettura dei dati.


Quanto pesa il form mobile sulla crescita lista?

La lista non cresce lentamente per mancanza di domanda. Cresce lentamente perché il form che hai costruito, testato nell'editor desktop, ha layout problematici su telefono: campi troppo piccoli, step confusi, layout che si spezzano. Il dispositivo su cui la maggior parte degli utenti vede il tuo form non è quello su cui lo hai progettato.

Il consiglio di Klaviyo: controlla ogni form dal telefono, non dall'editor. Tieni l'iscrizione semplice, veloce, thumb-friendly.

Il mio punto di vista

Il consiglio di aprire il form dal telefono prima di mandarlo live è semplicemente oro, ed è applicabile ben oltre i popup di iscrizione. Vale per qualsiasi cosa metti online: prova personalmente come se fossi un utente, simula una navigazione reale. E poi estremizza, vai a pescare i casi limite. Cosa succede se nel campo data di compleanno inserisco una data nel futuro? E se metto oggi o domani? Cosa vede l'utente se lascia un campo obbligatorio vuoto e clicca su invio?

Un'altra cosa che vedo raramente usata in modo strategico: la funzione mostra/nascondi che si può applicare ai blocchi di un form. Permetterebbe di personalizzare il messaggio o i campi visibili in base al comportamento dell'utente, ma spesso non viene sfruttata neanche per i casi più elementari.


Quali flow ad alta intenzione mancano più spesso?

Quasi la metà degli account analizzati da Klaviyo non aveva attivi i flow di price drop e low inventory. Sono i flow che intercettano un momento in cui il cliente ha già alzato la mano, senza che tu debba costruirti l'intenzione da zero. Il cliente ha guardato un prodotto. Il prodotto è sceso di prezzo o sta per esaurirsi. L'email si scrive quasi da sola.

La raccomandazione è di partire semplice: un messaggio per il price drop, uno per il low inventory. Poi ottimizzare in base ai dati.

Il mio punto di vista

L'analisi di Klaviyo è corretta sui numeri, ma manca di una distinzione importante: questi flow non hanno sempre senso, e capire quando applicarli è parte del lavoro.

Il price drop, ad esempio, funziona molto bene su marketplace e store con catalogo ampio. Ha meno senso su un brand proprietario dove le riduzioni di prezzo coincidono quasi sempre con promozioni specifiche che meritano una comunicazione dedicata. Mandare un'email automatica generica "il prodotto che hai visto è scontato" in quel contesto può abbassare il valore percepito del brand, non aumentarlo.

Il low inventory flow ha invece quasi sempre senso, perché la scarsità è un segnale d'acquisto reale su qualsiasi tipologia di store.

Un discorso analogo vale per il back in stock: attivare il form di notifica ha quasi sempre senso, perché raccoglie intenzione esplicita. Attivare il flow automatico al restock invece dipende dal contesto: se il restock è pianificato e accompagnato da una campagna dedicata, un'email automatica generica rischia di cannibalizzare o anticipare in modo scoordinato la comunicazione principale.


Quando configurare BIMI in Klaviyo?

BIMI sta per Brand Indicators for Message Identification. In pratica, è il protocollo che permette al logo del tuo brand di apparire accanto all'email nelle inbox che lo supportano. Gmail lo supporta, Apple Mail anche in alcuni casi.

Klaviyo lo inquadra correttamente: non è una mossa di vanità, è una mossa di fiducia. Il riconoscimento visivo al momento della decisione di apertura vale qualcosa, soprattutto in inbox sempre più affollate.

Il mio punto di vista

Il setup di BIMI richiede di avere DMARC configurato in modalità enforcement (p=quarantine o p=reject), un logo in formato SVG specifico, e in alcuni casi un certificato VMC (Verified Mark Certificate) a pagamento che può costare alcune centinaia di euro all'anno.

Per brand piccoli o in fase di crescita, spesso costi e complessità tecnica non giustificano l'effort. Per brand che hanno già deciso di investire sull'immagine online e vogliono coordinare ogni touchpoint digitale, BIMI è un upgrade che ha senso e che si vede. Non è la priorità numero uno, ma se hai già risolto i primi quattro punti di questa lista, è il naturale passo successivo.


Come usare questa lista

L'utilità di un'analisi su quasi 100 audit non è che si applica a tutti allo stesso modo. È che ti dice dove guardare per primo quando vuoi capire dove stai perdendo valore.

Se non hai ancora un welcome flow differenziato, parti da lì. Se non hai verificato Extended ID e la finestra di attribuzione, fallo prima di ottimizzare qualsiasi altra cosa. Se i tuoi form non li hai mai aperti da telefono, fallo adesso, non tra sei mesi.

Le priorità di Klaviyo sono ricavate da 100 account reali. Le probabilità che almeno due di questi punti si applichino anche al tuo sono alte.

Fonte originale: Email & SMS Marketing Strategy: Insights From 100 Audits, Klaviyo Blog, febbraio 2026.

Hai un account Klaviyo e vuoi capire su quale di questi punti stai perdendo di più? Parliamone.

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