
Blacklist
Essere in blacklist è come avere il numero bloccato. Le tue email non arrivano a nessuno.
Una blacklist email è un database che raccoglie indirizzi IP o domini identificati come fonti di spam o email indesiderate. I provider email e i filtri antispam consultano queste blacklist per decidere se accettare, filtrare o rifiutare le email in arrivo.
Essere inseriti in una blacklist può bloccare completamente la consegna delle email o farle finire sistematicamente nella cartella spam, anche per i contatti più fidelizzati.
Le blacklist principali
Spamhaus: la più influente, usata da quasi tutti i provider. Essere nella Spamhaus SBL o XBL è gravissimo.
Barracuda: molto usata in ambito enterprise e da client email aziendali.
SURBL / URIBL: blacklist basate su URL presenti nelle email, non sull'IP mittente.
SpamCop: blacklist basata su segnalazioni degli utenti.
Come finirci
Spam complaint rate superiore alle soglie tollerabili
Invio a spam trap (indirizzi usati appositamente per identificare spammer)
Hard bounce rate elevato (lista di scarsa qualità)
Comportamento anomalo del volume di invio (picchi improvvisi)
Come verificare e uscirne
Per verificare: strumenti come MXToolbox o BlacklistAlert.org permettono di controllare se un IP o dominio è in blacklist.
Per uscirne: ogni blacklist ha una procedura di delisting diversa. Di solito richiede di dimostrare di aver risolto il problema alla radice (pulito la lista, abbassato il complaint rate) e di inviare una richiesta formale.
I tempi variano da 24 ore a diverse settimane.
Esempio pratico
Un eCommerce nota che le email ai destinatari Outlook non vengono mai consegnate. Controllando con MXToolbox scopre che il dominio mittente è nella Spamhaus DBL. Causa: una campagna inviata mesi prima a una lista non verificata. Dopo aver pulito la lista e abbassato sistematicamente il complaint rate, invia la richiesta di delisting. La rimozione arriva in 5 giorni.


