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Consenso al tracciamento nei form Klaviyo: cosa è arrivato
Come si raccoglie il consenso al pixel nei form Klaviyo, e cosa resta da gestire a mano?

Nicola Severino
Marketing Automation Expert

Per chi legge di corsa
Cosa è arrivato? Dal 14 ottobre 2026 i form di Klaviyo hanno un blocco nativo, Tracking consent, che raccoglie al momento dell’iscrizione il consenso marketing e quello al tracciamento di aperture e click.
Cosa non è arrivato? Un’azione di flow per aggiornare il consenso, il preference center e la revoca dalla eMail. Chi è già iscritto, se vuole revocare il tracciamento, passa ancora da una soluzione custom.
Cosa cambia per chi ha seguito la guida precedente? La landing e il ponte verso l’API restano. Cambia il flow dei nuovi iscritti, che senza modifiche rischia di sovrascrivere la scelta fatta nel form.
Questo articolo lo aggiornerò man mano che Klaviyo rilascerà features a riguardo, in alto ci sarà sempre la data di ultima modifica.
Cosa è arrivato?
Il 14 ottobre Klaviyo ha pubblicato tra le novità la raccolta del consenso al tracciamento nei sign-up form. In pratica, nell’editor dei form, sotto la categoria Marketing consent, compare un nuovo blocco chiamato Tracking consent.
Il blocco mette nello stesso punto del form due permessi che su Klaviyo restano separati: il consenso alle eMail marketing e il consenso al tracciamento. Il tracciamento, a sua volta, può riguardare le aperture, i click o entrambi.
I click sono la parte meno discussa. Da settembre Klaviyo gestisce anche un consenso click_tracking per singolo profilo, accanto a open_tracking, con i suoi eventi nativi (Consented to Click Tracking e Revoked Click Tracking Consent). Nella guida precedente parlavo solo delle aperture, perché è il pixel l’oggetto del provvedimento del Garante. Sul tema click torno più avanti.
Una cosa resta invariata: cambiare il consenso al tracciamento non tocca mai l’iscrizione alle eMail marketing, e viceversa.
Come si configura il blocco?
La configurazione sta tutta nell’editor del form, senza flow né API.
Apri il form e vai su Add blocks. Il blocco Tracking consent è sotto Marketing consent.
Trascinalo su uno step che contiene il campo eMail. Il campo eMail deve essere visibile su tutti i dispositivi in cui compare il blocco (attenzione ai form con viste diverse tra desktop e mobile).
Scegli come raccogliere il consenso in Collect consent separately or together: checkbox separati oppure un checkbox unico. Ne parlo nel paragrafo successivo, perché è la scelta che pesa di più.
In Email tracking type seleziona cosa tracciare: aperture, click o entrambi. Almeno uno va selezionato. Con i checkbox separati puoi anche attivare Use one checkbox for opens and clicks, che unisce aperture e click in una sola casella lasciando a parte il consenso marketing.
Con i checkbox separati puoi rendere obbligatorio il consenso marketing (Require marketing consent). Il consenso al tracciamento, invece, resta sempre facoltativo.
Riscrivi i testi in Consent copy. Quelli proposti da Klaviyo sono un punto di partenza, e vanno sostituiti con testi validati dal proprio consulente privacy.
In Disclosure and withdrawal scrivi il testo che compare sotto le caselle: deve spiegare come si revoca il consenso e linkare l’informativa. Nel mio caso, la revoca passa dalla landing che descrivevo nella guida precedente.
Controlla il titolo della sezione (Consent section title), che puoi anche nascondere: gli screen reader lo leggono comunque.
Prima di pubblicare, sostituisci i segnaposto con nome del brand, testo del pulsante e link. Se il testo dice “qui sopra” o “qui sotto”, verifica che corrisponda al layout reale.
Ci sono anche due vincoli: un form può avere un solo blocco Tracking consent, e il blocco non può stare nello step di successo né in uno step con Continue with Shop.
La documentazione non diceva cosa succede, sul profilo, a chi lascia vuota la casella del tracciamento, e la differenza conta: Klaviyo traccia di default chiunque non abbia un consenso esplicito registrato. Ho fatto la prova con un indirizzo di test e il checkbox combinato non spuntato. Il profilo arriva nell’account come Never subscribed alle eMail marketing, con il tracciamento di aperture e click impostato esplicitamente su Unsubscribed: il rifiuto viene registrato, e il profilo non resta tracciato di default. Con i checkbox separati, marketing spuntato e tracciamento no, il risultato è coerente: eMail Subscribed, aperture e click Unsubscribed. Il consenso marketing e quello al tracciamento restano quindi separati anche sul profilo. Con tutte le caselle spuntate, invece, il profilo risulta Subscribed su tutte e tre le righe: eMail, aperture e click.
Profilo di test con checkbox combinato non spuntato | Profilo di test con checkbox separati | Profilo di test con tutti i consensi spuntati |
|---|---|---|
eMail Never subscribed e tracciamento Unsubscribed | eMail Subscribed e tracciamento Unsubscribed | eMail, aperture e click Subscribed |
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Checkbox separati o combinato?
Con i checkbox separati l’utente sceglie due volte: una per le eMail marketing, una per il tracciamento. È la formula che Klaviyo raccomanda, e l’unica che permette di attivare Require marketing consent, cioè di rendere obbligatorio il consenso marketing. Il tracciamento resta facoltativo, quindi una parte degli iscritti probabilmente lascerà la casella vuota.
Con il checkbox combinato un’unica casella vale per entrambi i consensi. Klaviyo avverte che non è accettato in tutti i paesi UE, e nei test è emerso un limite pratico: con il combinato il consenso marketing non si può rendere obbligatorio. Chi non spunta la casella invia comunque il form, e il suo profilo arriva nell’account senza consenso marketing e con il tracciamento revocato.

Per l’Italia, come spiegavo nell’articolo sul provvedimento, il Garante ammette che il consenso al pixel sia compreso in quello alle comunicazioni promozionali, purché la richiesta sia chiara e neutra. Sulla carta il combinato sarebbe quindi una strada percorribile, ma nella pratica ha due limiti:
un form di iscrizione (newsletter, codice di benvenuto) serve proprio a raccogliere il consenso marketing, e senza obbligo una parte dei profili arriva senza;
se l’account invia anche verso paesi dove il combinato non è ammesso, servono comunque form diversi per mercato.
Per un form di iscrizione, quindi, la configurazione che uso è: checkbox separati, consenso marketing obbligatorio, tracciamento facoltativo. La scelta finale resta del consulente privacy del brand: io posso solo dire come si comporta lo strumento.
Cosa non è ancora arrivato?
Il blocco risolve un solo momento: l’iscrizione da un form Klaviyo. Tutto il resto, oggi, è rimasto com’era.
Nessuna azione di flow. Le guide di Klaviyo su aperture e click lo dicono ancora chiaramente: per impostare il consenso al tracciamento dentro un flow serve un webhook che chiami l’API. Questo vale per chi arriva dal checkout di Shopify, da un’integrazione o dall’API, cioè da fonti dove il blocco non c’è.
Nessun preference center con il tracciamento. A luglio Klaviyo aveva annunciato la raccolta del consenso anche nel preference center, insieme a un modo per revocare il tracciamento direttamente dalla eMail senza disiscriversi. Al momento non risultano rilasciati.
Nessuna gestione della base esistente. Chi era iscritto prima resta senza una scelta registrata, e quindi tracciato di default, finché non la esprime da qualche parte.
In sintesi: la raccolta all’iscrizione oggi è nativa, la revoca successiva no.
Come cambia il sistema della guida precedente?
Se hai costruito il sistema descritto nella guida precedente, la buona notizia è che quasi tutto resta valido. Va toccato soprattutto il flow dei nuovi iscritti, ed è la modifica da fare prima di pubblicare il blocco nei form.
Pezzo del sistema | Cosa cambia |
|---|---|
Landing Choice | Niente. È ancora l’unico modo per revocare (o riconcedere) il tracciamento dopo l’iscrizione. |
New Subscriber, ramo form Klaviyo | Va escluso chi si iscrive da un form con il blocco nativo: il consenso lo registra già Klaviyo. |
New Subscriber, ramo checkout | La condizione va estesa, altrimenti può cancellare un consenso dato nel form. |
Not Covered | Niente. |
Segmento di controllo | Niente. |
Ponte n8n | Niente, salvo estenderlo ai click. |
Il ramo dei form Klaviyo
Nella versione precedente, ogni iscrizione da un form Klaviyo (KLAVIYO_ONSITE_FORM o KLAVIYO_HOSTED_PAGE) faceva partire un SUBSCRIBED, perché il disclaimer aggiornato copriva il tracciamento. Con il blocco nativo questa logica diventa pericolosa: se una persona lascia vuota la casella del tracciamento, il flow la sovrascrive con un consenso che non ha dato.
La correzione è escludere da quel ramo i form che usano il blocco. I form che restano con il vecchio disclaimer, senza blocco, possono continuare a passare dal ramo come prima.
Il ramo del checkout
Qui il rischio è l’opposto. Il ramo manda UNSUBSCRIBED solo se la proprietà Accept OpenTracking non è impostata. Ma il blocco nativo registra il consenso su Klaviyo senza scrivere quella proprietà: chi ha accettato il tracciamento nel form e poi spunta la casella al checkout di Shopify si ritroverebbe revocato.
La condizione va quindi letta anche sull’evento, con la stessa logica del segmento di controllo: il ramo parte solo se la proprietà non è impostata e il profilo non ha mai fatto Consented to Open Tracking.
Verificato nei test: anche l’iscrizione dal blocco nativo genera l’evento Consented to Open Tracking sul profilo, e Revoked Open Tracking Consent quando il tracciamento viene rifiutato: entrambi compaiono nell’activity log. La documentazione lo garantiva per import, sync e API, ma non per i form.
Il ponte n8n
Resta com’era, ed è ancora necessario: la landing e il ramo del checkout continuano a dover chiamare l’API, e un’azione di flow nativa per farlo non c’è.
[DA VERIFICARE PRIMA DI PUBBLICARE: stato del known issue sui webhook diretti verso i domini Klaviyo, ticket 4197135.]
E i click?
Il blocco permette di chiedere il consenso anche per i click, e la scelta pesa sui dati molto più che per le aperture.
Quando il tracciamento dei click è disattivato per un profilo, i link continuano a passare da Klaviyo e l’utente arriva comunque a destinazione, ma il click non viene registrato. Le aperture sono poco affidabili da anni per via della privacy di Apple Mail, i click invece reggono buona parte della misurazione. Senza click si perdono il click rate, l’attribuzione delle conversioni ai click, i segmenti costruiti sull’engagement (compresi quelli che alimentano i flow di sunset) e il report sui click dei bot.
Il provvedimento del Garante si concentra sul pixel delle aperture. Se anche il link tracciato richieda un consenso è una valutazione da fare con il consulente privacy, e la risposta potrebbe cambiare da paese a paese.
Una cosa però è una questione di coerenza: se il form raccoglie il consenso ai click, chi lo ha dato deve poterlo anche revocare. In quel caso la landing di revoca va estesa ai click, e il ponte deve aggiornare click_tracking insieme a open_tracking. Su n8n la modifica è piccola, perché l’endpoint è lo stesso e cambia solo il body della chiamata.
Se invece il form raccoglie solo le aperture, il sistema resta com’è.
Cosa fare prima del 29 ottobre?
L’ordine conta: prima si sistemano i flow, poi si pubblica il blocco.
Decidere con il consulente privacy: checkbox separati o combinato, e se raccogliere anche il consenso ai click.
Escludere dal ramo form di New Subscriber i form che useranno il blocco.
Estendere la condizione del ramo checkout all’evento Consented to Open Tracking.
Se si raccolgono i click, estendere landing e ponte a
click_tracking.Aggiungere il blocco ai form, con testi validati e il link alla revoca in Disclosure and withdrawal.
Fare due iscrizioni di prova, una con la casella spuntata e una senza, e controllare sul profilo stato del consenso ed eventi.
Verificare che il segmento di controllo resti vuoto.
Con la guida precedente e questa, il sistema si aggiorna da soli. Se preferisci un secondo parere prima della scadenza, prenota una call di 20 minuti.






